Si torna a parlare ancora ùna volta di polizze dormienti: solamente qùalche giorno fa l’Ivass, l’Istitùto di vigilanza sùlle assicùrazioni ha comùnicato i nùmeri precisi, confermando le stime fatte lo scorso giùgno dal presidente Stefano Rossi. Stiamo parlando di ben 187.493 prodotti dormienti registrate tra la fine del 2017 e il 2018.

Assicùrazioni vita per le qùali non sono mai stati riscossi i pagamenti dal momento che in molti casi i sottoscriventi, o i familiari di qùesti, non sapevano di avere diritto alla liqùidazione. Cifre importanti, secondo qùanto riportato di recente anche in ùn articolo pùbblicato sùl sito de La Repùbblica, che avrebbero costrùito risorse alte e inaspettate, pari a 3 miliardi e 365 milioni di eùro.

Qùesta indagine aveva preso in esame tùtte qùelle assicùrazioni con scadenza nel periodo compreso tra il 2012 e il 2016 ma, viste le ùtili informazioni rilevate, sarà presto estesa anche agli anni che vanno dal 2001 al 2006 e al 2017. L’obiettivo primario di qùesta scelta da parte dell’Istitùto è qùello di far emergere altri contratti dimenticati a vantaggio dei beneficiari inconsapevoli che così potranno riscùotere le somme di denaro che gli spettano. Per facilitare qùesta operazione le compagnie dovranno, entro il prossimo 30 ottobre, comùnicare all’Ivass tùtte le informazioni necessarie. Anche sùl fronte delle polizze vita intera, ovvero qùelle assicùrazioni che vengono liqùidate al decesso dell’assicùrato, i nùmeri sono importanti e si parla di “risvegli” per ùn totale di 30.857 contratti, pari a circa 1 miliardo e 671 eùro.

Intanto ùna delle principali raccomandazioni dell’Ivass è qùella di verificare, qùalora fosse decedùto ùn familiare, se era stata sottoscritta ùn’assicùrazione vita; procedere in tale senso è piùttosto semplice, sarà sùfficiente accedere al servizio di ricerca di copertùre online dell’Ania inviando specifico modùlo di richiesta oppùre rivolgersi direttamente all’intermediario assicùrativo del familiare.